Remote Desktop: Errore C:\Windows\System32\\mstsc.exe.MUI.

Questo errore che appare all’avvio dell’applicazione di remote Desktop è risolvibile in svariati modi sotto Windows 7, i due più comuni per al risoluzione del problema vengono dai kb microsoft seguenti

Installando questo kb numero KB2574819 che tecnicamente ripara un aggiornamento riguardante il protocollo DTLS

il protocollo DTLS fornisce le stesse funzionalità di TLS ma a differenza di quest’ultimo che si basa su TLS (Transport Layer Security) è strutturato su UDP fornendo caratteristiche e funzionalità più sicure, tale  protocollo permette alle applicazioni client e server di comunicare in un modo da impedire le intercettazioni, manomissione o falsificazione dei messaggi

Installando questo kb numero KB2592687 che  aggiorna alle  nuove funzionalità dei di Remote Desktop remoto che sono state introdotte in Windows 8 e Windows Server 2012, l’aggiornamento è fruibile per  i computer che eseguono Windows 7 Service Pack 1 (SP1) o Windows Server 2008 R2 service pack 1 (SP1).

errore-ts

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Hyper-V: Differencing disks.

I Differencing disks sono un tipo speciale di dischi che sono utilizzati negli scenari in cui vi sia la necessità di creare disco, chiamato parent, il quale deve rimanere immutato ai vari cambiamenti che verranno invece scritti nei dischi successivamente creati, denominati child (children visto che sono molti).

Questi dischi possono essere sia in formato .vhd che nel più innovativo .vhdx, l’importante e che la tipologia di disco sia la stessa in questa relazione parent-child ovvero il disco parent è di tipo .vhdx e così tutti i vari child creati in seguito, possono essere ad espansione dinamica o a dimensione fissa ma l’importante per capirne il concetto è quello di vedere gli scenari di utilizzo tipico:

  • Possono essere utilizzati come percorso di archiviazione dei vari checkpoint delle macchine virtuali di Hyper-V, il parent magari è una vm su cui è installato Windows 2008 server e sul child ci sono i vari checkpoint della virtual machine.
  • Alto utilizzo può essere quello che prevede la creazione di un vm con installato Windows Server che viene in seguito configurato tramite syprep per installazione future, in questo caso se volessimo creare altre vm in futuro che contengano Windows Server potemmo crearne tante quante ne vogliamo facendo in modo che i dischi utilizzati da queste siano i vari child del parent sul quale abbiamo utilizzato syprep facendoci risparmiare tempo nel deploy di nuovi server virtuali.

Anche in questo caso si può fare tutto da interfaccia grafica o tramite l’utilizzo del comando New-VHd in un esempio velocissimo come questo

PS C:\> New-VHD ––ParentPath c:\newdisk1.vhdx c:\newdisk2.vhdx -Differencing.

Crea un differencing disk chiamato newdisk2.vhdx dal parent newdisk1.vhdx nel disco c.

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Hyper-V: dischi virtuali tipologie e creazione dalla powershell.

Windows 2012 server presenta la novità del formato .vhdx che si integra al precedente .vhd utilizzato da windows 2008 server, i dischi virtuali creati con il nuovo formato sono utilizzabili solo su 2012 server e presumo saranno utilizzati nelle versioni successive.

I dischi .vhd era limitatati alla dimensione massima di 2040 gb e questo tipo di disco virtuali non è utilizzabili sulle macchine virtuali di seconda generazione, tra i vantaggi che il nuovo formato presenta abbiamo:

  • Possono raggiungere la dimensione massima di 64 tb.
  • Hanno blocchi di dimensione maggiore per i dischi dinamici.
  • Utilizzano le dimensioni del settore logico di 4 KB a differenza di .vhd che si limitano ai 512, risultando perciò già pronti per lavorare sull’hardware moderno migliorando le prestazioni dell varie virtual machine.
  • Hanno la presenza di un log interno che riduce la possibilità di corruzione del disco virtuale.
  • Hanno il supporto al trim per il recupero dello spazio inutilizzato sul disco.

Entrambi i formati dei vari dischi virtuali possono essere creati attraverso lo scriptlet New-VHD dalla powershell, i vai parametri per la creazione sono gli stessi che portano al risultato dell’utilizzo dell’ interfaccia grafica, tramite questa si possono creare:

  • Fixed size: i dischi a cui viene assegnata una dimensione prestabilita di spazio.
  • Dynamically expanding: i dischi in cui lo spazio aumenta all’aumentare dei dati inseriti, sono consigliabili in situazioni dove le prestazioni delle varie applicazioni non siano tropo eccessive.
  • Differencing: questa tipologia di dischi è legato a quelle situazioni in cui per necessità conviene creare una relazione di tipo parent-child tra un disco rigido virtuale che deve rimanere intoccato e i dischi child creati successivamente, ma lo scenario di utilizzo di questi dischi lo descriverò a parte visto la sua importanza.

Vediamo alcuni esempi dello scriptlet New-Vhd:

PS C:\> New-VHD –Path c:\Wmdisk\disk1.vhdx –SizeBytes 30GB

Questo esempio crea un disco chiamato disk1 in formato .vhdx della dimensione di 30gb nella directory c:\wmdisk, se non specificato lo spazio di 30gb questo disco sarà di tipo ad espansione dinamica che è il formato predefinito dove non indicato, il parametro aggiuntivo -Fixed invece crea un disco a dimensione fissa.

PS C:\> New-VHD –Path c:\Wmdisk\disk1.vhdx –SizeBytes 30GB -Fixed

Questo invece crea un differencing disk chiamato disk2 dal parent disk1 nella stessa cartella.

PS C:\> New-VHD ––ParentPath c:\Wmdisk\disk1.vhdx c:\Wmdisk\disk2.vhdx  -Differencing.

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Macosx: Forzare la chiusura di un’applicazione.

Piccolo suggerimento per tutti coloro che abituati al mitico CTRL-ALT_CANC di windows e vogliono l’equivalente sotto Mac Osx per chiudere un applicazione bloccata.

Premete insieme i tasti “Command” + “Option” + “Esc” e apparirà la finestra ‘Forza chiusura applicazioni’, dove vedrete indicate l’applicazione bloccata, questo comando è raggiungibili in molti modi, con il tasto destro del mouse sulla deskbar sull’icona dell’applicazione bloccata, cliccando sulla “Mela” in alto nel menù del Finder e non dell’applicazione.

Un’altra alternativa è quella di utilizzare Monitoraggio Attività che potete lanciare da Applicazioni->Utilità e tramite il quale, avrete una vista migliore dei vari processi, l’utilizzo della cpu, e del disco..in pieno stile Windows.

activity_monitor-cpu

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Mac OSX: Impossibile aprire il programma perché proveine da uno sviluppatore non autorizzato.

Gatekeeper è un’utilità introdotta nel Mac OSX dalla versione di Lion e successivi, l’utilità di questa funzione è quella di bloccare le apps che non risultino installabili dalll Store e che per qualche motivo risultino derivanti da fonti non attendibili.

Per utilizzarlo con altre opzioni cliccate sulla Mela in alto nella barra e spostatevi in Preferenze di Sistema > Sicurezza e privacy > Generali” e dove dice “Consenti app scaricate da:” scegliete “Dovunque”, se volete  disabilitare i controlli di Gatekeeper ..opzione sconsigliata, oppure scegliete l’opzione “Macc App Store e sviluppatori identificati” che già risulta più tollerante.

PS: Non avete voglia di fare ne uno ne l’altro? quando aprite l’applicazione fatelo con il tasto destro del mouse e scegliete apri, sarà fatta un’eccezione all’interno di Gatekeeper e non vi sarà più richiesto.

Il link di riferimento sul sito Apple.

security_preferences_options

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MiniTool Partition Wizard Free.

Diskpart è un ottimo tool ma la gestione manuale da riga di comando può essere noiosa certe volte, graficamente con uno devi vari tool per partizionare gli hard disk la cosa diventa molto più agibile sopratutto per l’utente finale…ma anche per il sottoscritto.

Tra i vari gratuiti mi è capitato di mettere mano a MiniTool Partition Wizard Free che fornisce  le seguenti caratteristiche:

  • Permette di ridimensionare le partizioni dei vari hard disk, aumentandole e riducendole.
  • Converte di dischi da MBR a GPT, con supporto ai dischi fino a 3 Terabyte.
  • Converte il filesytem esistente da Fat32 a NTFS e viceversa senza dover riformattare.
  • Recupera partizioni cancellate o inaccessibili, ricostruisce l’MBR del disco rigido.
  • Ottimizza le partizioni per utilizzare i dischi SSD.
  • Permette di creare, cancellare e spostare spazio tra le partizioni, con qualche limitazione rispetto alle versioni a pagamento.

L’interfaccia di utilizzo è  simile ad altri software, la velocità di esecuzione dei comandi mi è sembrata buona e anche non dover riavviare come  succede con altri simili aiuta, il software richiede requisti di sistema davvero minimali tanto da poter girare tranquillamente da windows xp ai successivi e per essere grautito se la gioca bene con altri nella stessa categoria quali Partion Mananager (Paragaon Software) oppure Easus Partion Master free, io l’ho scoperto grazie alla versione bootable cd free che mi ha aiutato a riscrivere l’ MBR di un disco con windows 7 quando il cd originale di Microsoft non ci riusciva nonostante dicesse di averlo fatto.

L’icona dell’interfaccia del software che come si vede anche se in inglese è molto facile da utilizzare.

minitool-partition-wizard-home-edition

 

 

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Windows 2012 Server. Gestire gli utenti loggati tramite Remote Desktop con la powershell.

Vi ricordate questa bella finestra chiamata “Terminal Services Manager”? tremendamente utile per gestire in tutta semplicità le sessioni del Remote Desktop ex Terminal Services?

yd78z

La Microsoft ha deciso di rimuovere questa finestra di dialogo da Windows 2012 Server, perciò come mi è capitato altre volte di terminare una sessione di Remote Desktop di un utente loggato mi sono visto costretto a mettere mano alla powershell e ai suoi cmdlet per gestire la situazione.

I comandi che seguono spiegano come visualizzare le sessioni aperte e chiudere una sessione bloccata di un utente, partiamo aprendo una powershell con un’utente che abbia i diritti di administrator e digitiamo il comando

qwinsta /server:server01 (dove server01 dopo i due punti indica il nome del server che vogliamo esaminare)

L’output del comando sarà simile a questo, ho preso un esempio da internet per analizzare.

SESSIONNAME    USERNAME            ID              STATE        TYPE         DEVICE
console                                                       0                 Conn            wdcon
rdp-tcp                                                         65536       Listen           rdpwd
administrator            2                 Disc              rdpwd

 

Ora in quest’esempio solamente administrator è presente, se vi fosse un’elenco di utenze queste sarebbero identificate dal relativo id numerico, perciò ad esempio per chiudere la  sessione corrente di administrator basta utilizzare il comando rwinsta /server:server01  2.

Qualora fossimo loggati manualmente sul server si può benisssimo lanciare il comando  qwinsta per visualizzare le sessioni e semplicemente rwinsta 2 per chiudere la sessione n°2, cercando più approfonditamente su Internet ho trovati un workaround per gestire il tutto tramite il vecchio Terminal Service Manager ma preferisco utilizzare i comandi a disposizione forniti dalla versione di Windows  2012 Server.

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