Archivio per la categoria Opensuse

Opensuse: scheldulare i jobs con il demone cron.

Opensuse o linux in generale trova nel campo applicativo delle rete un vasto utilizzo, molti ammininstratori di sistema perciò a pari dei loro colleghi sotto windows server abitualmente dovranno effettuare controlli sul sistema, dovendo perciò shedulare le varie routine da eseguire su linux.

L’automazione di tali routine come di altri controlli eventuali o di qualsiasi task che vogliamo eseguire può essere eseguito con:

Il daemon cron, per schedulare abutualmente questi task.

Il comando at, per seguire una volta un determianto task.

Il daemon cron /etc/init.d/cron utilizza il file crontab che contiene una list di tutti i jobs da eseguire, ovviamente di crontab esiste una copia sia per il sistema linux che per ogni utente.

Il file /etc/sysconfig/cron contiene le variabili per la configurazione dei vari script di avviati da cron, con cron possiamo definire due tipi di jobs come accenato prima:

  • Job di sistema.
  • Jo avviati dagli utenti.

Potete eseguire i jobs di sistema con il file /etc/crontab, dopo un installazione standard  solo un job è definito quello che lancia quelli contenuti nelle seguenti directory:

/etc/cron.hourly jobs lanciati ad ogni ora.

/etc/cron.daily jobs lanciati ad ogni giorno.

/etc/cron.weekly jobs lanciati ad ogni settimana.

/etc/cron.monthly jobs lanciati ad ogni mese.

Potete aggiungere linee a crontab, ricordandovi di non cancellare quelle aggiunte in fase di installazione, le informazioni sui vari script eseguiti possono essere letti in /var/spool/cron/lastrun/ in file tipo cron.daily.

I jobs dei vari utenti sono archiviati nella directory /var/spool/cron/tabs in files contententi il nume utente che li ha creati, il proprietario dei file rimane sempre l’utente root, gli utenti possono creare i vari file con il comando crontab.

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Opensuse: i servizi (daemon).

Un servizio in linux è  chiamato daemon,ed è un processo o una collezione di processi che attendano un determinato evento per attivarsi, facendo l’esempio dei servizi di rete un evento può essereuna richiesta di connessione al web o ad una risorsa condivisa, altre richieste potrebbero essere quelle quelle lanciate dai vari job schedulati (programmati) da cron e atd.

I daemons vengono abitualmente lanciati in background all’avvio di sistema fornendo una serie di servizi disponibili, possiamo ottenerli digitando ps x in un prompt danto un occhiata alla colonna TTY cercando il simbolo ?.

Esempio:

wickerman75: # ps x

PID      TTY     STAT   TIME   COMMAND

3043    ?          Ssl       0:00     /usr/sbin/nscd

 

I daemon(s) in linux finiscono solitamente con la lettra d, tipo nmbd, smbd winbd (i daemons della suite samb) oppure sshd (ssl), ci sono ovviamente alcuni tipo cron o portmap che rappresentano un eccezione.

I daemon(s) hanno tutti un script di avvio presente nella directory /etc/init.d, e possono essere avviati maulmente o arrestati o riavviati con i seguenti  comandi:

/etc/init.d/smb start avvia il demone smb.

/etc/init.d/smb stop interrompe  il demone smb.

/etc/init.d/smb restart riavvia il demone smb.

Oppure utilizzando il comando rc(nome_servizio) con questa sintassi:

Per avviare il servizio     rcsmb start.

Per fermare il servizio     rcsmb stop.

Per riavviare il servizio     rcsmb restart.

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Opensuse: informazioni sull’hardware attraverso la shell.

Vediamo come reperire informazioni sull hardware del n/s computer attraverso la bash, ecco alcuni comandi utili:

hwinfo: genera e visualizza una lista del hardware installato sul computer, utilizzatelo con il comando | less per visualizzare le varie pagine una dopo l’altra.

Per un sommario utilizzate il comando con il parametro –short, per scrivere il tutto in un file di log utilizzate il parametro –log nome_file.

Hdparm: visualizza varie informazioni sul hard disk, l’opzione –i rivela informazioni sull hard drive direttamente al boot del sistema operativo.

fdisk: viene utilizzato principalmente per visualizzare e creare partizioni su un sistema linux.

lspci: visualizza tutte le informazioni relative al bus pci e tutti i dispositivi connessi, è utilissimo per generare informazioni sull hardware di un computer.

siga: (System Information Gathering) colleziona informazioni sull hardware del computer e lo esprota in un file ascii o html.

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Opensuse: informazioni sull’hardware attraverso la directory proc.

Ricordate la directory /proc? Questa contiene informazioni in tempo reale  sull’hardware, I vari file in questa directory possono essere aperti con il comando cat per visualizzare il loro contenuto.

Ecco alcuni esempi dei file più usati:

/proc/cpuinfo: fornisce informazioni sul tipo di processore quali il tipo, la memoria cache ecc, ecc.

/proc/devices: indica quali dispositivi sono attualmente in uso.

/proc/ioports: visualizza le I/O ports utilizzati dal sistema.

/proc/interrupts: vede quali IRQ linux assegna ai vari dispositivi.

/proc/hdma: visualizza I DMA utilizzati dal sistema operativo.

/proc/bus/pci/devices: visualizza le periferiche PCI del sistema.

/proc/scsi: visualizza le periferiche scasi del computer:

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Opensuse: monitorare il boot del sistema operativo.

Opensuse durante il boot mostra una serie di messaggi che visualizzano lo stato di avvio (boot) del sistema operativo, tali righe scorrono troppo velocmente per poter analizzare gli eventuali errori che sono presenti.

Ma dove finiscono ueste informnazioni? vengono registrate nel kernel ring buffer durante l’avvio di linux ma data la dimensione piccola di questo buffer le nuove informazioni vengono aggiunt e quelle vecchie cancellate, tuttavia tutte le informzioni vengono ugualmente archiviate nel file /var/log/boot.msg.

Il comando dsmeg permettere di vedere in tempo reale il contenuto del kernel ring buffer, digitando semplicemente dsmeg | less, in questo file vengano perciò archiviate tutte le informazioni generate dall’inizializzazione dell hardware da parte di linux, del kernel e die moduli del kernel.

Yast può aiutarci graficamente a visualizzare queste informazioni attraverso Yast -> Miscellaneous -> View start up log oppure con yast2 view_anymsg.

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Cambiare il propietario di gruppi e files.

I comandi chown e chgrp vengono utiizzati per cambiare il proprietaro del file e il gruppo proprietario del file, ecco alcuni esmpi:

chown -R wickerman75 pippo.txt

Imposta wickerman75 come proprietario del file pippo.txt

chown -R wickerman75:users pippo.txt

In questo caso cambia anche il gruppo di wickerman75.

Per cambiare il gruppo si può anche utilizzare chgrp

chgrp users pluto.txt

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Comportarsi come root.

Dover accedere alle configurazioni di sistema con l’utente root tutte le volte che necessitiamo di apportare modifiche al n/s pc con opensuse risulterebbe complicato, connettiti e poi  disconnettiti… ci vorrebbe un qualcosa che sia simile se non migliore del classico “Run as” dei sistemi operativi windows.

Vediamo come fare:

Possiamo da X lanciare qualsiasi programma o script che sia ed eseguirlo attraverso il comando sudo, facciamo un esempio

sudo /sbin/shutdwon -h now

A questo punto ci verrà chiesto di fornire la password del superuser e il gioco è fatto.

Questo è comodo se noi siamo la persona abilitata a fare modifiche al sistema e perciò la sola a conoscere la password di root, tuttavia può capitare come in molte realtà di dovere far eseguire semplici comandi o task agli utneti normali facendo si che questi non vengano a conoscenza della password.

Possiamo editare perciò il file /etc/sudoers con il comando visudo, decommentando o aggiungendo vari comandi allo script possiamo personalizzare quello che è concesso fare ai vari utenti del sistema.

Non essendo molto pratico di questo aspetto vi consiglio di ricercare tra i vari esempi dei file /etc/sudoers nel web per maggiori dettagli.

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