Articoli con tag Windows client.

Hyper-V: Differencing disks.

I Differencing disks sono un tipo speciale di dischi che sono utilizzati negli scenari in cui vi sia la necessità di creare disco, chiamato parent, il quale deve rimanere immutato ai vari cambiamenti che verranno invece scritti nei dischi successivamente creati, denominati child (children visto che sono molti).

Questi dischi possono essere sia in formato .vhd che nel più innovativo .vhdx, l’importante e che la tipologia di disco sia la stessa in questa relazione parent-child ovvero il disco parent è di tipo .vhdx e così tutti i vari child creati in seguito, possono essere ad espansione dinamica o a dimensione fissa ma l’importante per capirne il concetto è quello di vedere gli scenari di utilizzo tipico:

  • Possono essere utilizzati come percorso di archiviazione dei vari checkpoint delle macchine virtuali di Hyper-V, il parent magari è una vm su cui è installato Windows 2008 server e sul child ci sono i vari checkpoint della virtual machine.
  • Alto utilizzo può essere quello che prevede la creazione di un vm con installato Windows Server che viene in seguito configurato tramite syprep per installazione future, in questo caso se volessimo creare altre vm in futuro che contengano Windows Server potemmo crearne tante quante ne vogliamo facendo in modo che i dischi utilizzati da queste siano i vari child del parent sul quale abbiamo utilizzato syprep facendoci risparmiare tempo nel deploy di nuovi server virtuali.

Anche in questo caso si può fare tutto da interfaccia grafica o tramite l’utilizzo del comando New-VHd in un esempio velocissimo come questo

PS C:\> New-VHD ––ParentPath c:\newdisk1.vhdx c:\newdisk2.vhdx -Differencing.

Crea un differencing disk chiamato newdisk2.vhdx dal parent newdisk1.vhdx nel disco c.

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Windows 2012 Server. Gestire gli utenti loggati tramite Remote Desktop con la powershell.

Vi ricordate questa bella finestra chiamata “Terminal Services Manager”? tremendamente utile per gestire in tutta semplicità le sessioni del Remote Desktop ex Terminal Services?

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La Microsoft ha deciso di rimuovere questa finestra di dialogo da Windows 2012 Server, perciò come mi è capitato altre volte di terminare una sessione di Remote Desktop di un utente loggato mi sono visto costretto a mettere mano alla powershell e ai suoi cmdlet per gestire la situazione.

I comandi che seguono spiegano come visualizzare le sessioni aperte e chiudere una sessione bloccata di un utente, partiamo aprendo una powershell con un’utente che abbia i diritti di administrator e digitiamo il comando

qwinsta /server:server01 (dove server01 dopo i due punti indica il nome del server che vogliamo esaminare)

L’output del comando sarà simile a questo, ho preso un esempio da internet per analizzare.

SESSIONNAME    USERNAME            ID              STATE        TYPE         DEVICE
console                                                       0                 Conn            wdcon
rdp-tcp                                                         65536       Listen           rdpwd
administrator            2                 Disc              rdpwd

 

Ora in quest’esempio solamente administrator è presente, se vi fosse un’elenco di utenze queste sarebbero identificate dal relativo id numerico, perciò ad esempio per chiudere la  sessione corrente di administrator basta utilizzare il comando rwinsta /server:server01  2.

Qualora fossimo loggati manualmente sul server si può benisssimo lanciare il comando  qwinsta per visualizzare le sessioni e semplicemente rwinsta 2 per chiudere la sessione n°2, cercando più approfonditamente su Internet ho trovati un workaround per gestire il tutto tramite il vecchio Terminal Service Manager ma preferisco utilizzare i comandi a disposizione forniti dalla versione di Windows  2012 Server.

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Thunderbird richiede il certificato inviando i messaggi.

Ognuno ha i suoi gusti e le sue opinioni come in ogni cosa, la mia è che Outlook di Microsoft rimane il miglior client di posta nonostante Thunderbird per essere gratuito è un ottimo prodotto.

Ho riscontrato che in alcuni casi in cui il server smtp viene configurato per richiedere l’utilizzo di SSL possa capitare che Thunderbird richieda ogni volta la conferma di accettare il certificato del server tanto da divenire in alcuni caso estremamente noioso o addirittura convince l’utente a cambiare client di posta.

Molti però si accontentano di utilizzare un client gratuito invece che acquistare il pacchetto office, e allora dopo varie ricerche ho trovato un workaround su come risolvere il problema in questione..

Aprite Thunderbird e seguite questa procedura:

Utilizzate la voce “Opzioni” sotto il menù  “Strumenti”, selezionate poi”Avanzate”.
Selezionate l’etichetta “Generale” e Cliccate su “editor della configurazione”.

Confermate il messaggio in cui vi avvisa di fare attenzione alle modifiche apportate, occhio perché si potrebbe bloccare Thunderbird.

Cercate nell’elenco  “security.default_personal_cert”, che di default é  impostata su “Ask every time”, cambiatela in “Select Automatically”.

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Hyper-V: gestione dei guest integration services.

Gli integration services sono in Hyper-v ben o male quello che sono i vmware tools, tramit equesti possiamo gestire l’integrazioni di vari funzioni tra la vm e l’host di virtualizzazione, se state virtualizzando 2012 server o 8.1 questi saranno già disponibili nei parametri della vm per tutti gli altri sistemi operativi vanno abilitati dalla proprietà della vm.

Operating system shutdown: permette di eseguire lo shutdown della vm dall host di virtualizzazione invece che dalla vm stessa.
Time synchronization: sincronizza la data e l’ora della vm con quella dell’host che la ospita.
Data Exchange: permette la lettura e modifica dei dati del registro della vm.
Heartbeat: permette di verificare che la vm si attiva e risponda ai comand.
Backup (volume checkpoint): per poter eseguire il backup della vm, anche quando questa è in funzione.
Guest services. permettano la copia e scambio dei dati tra VM e l’host di virtualizzazione, il tutto si può fare tramite lo scriplet della powershell Copy-VMFile.

integration-services

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Outlook e Icloud problemi di sincronizzazione.

Ieri mi sono imbattuto nello spiacevole problema che riguardava la mancata sincronizzazione tramite Icloud dei calendari e dei contatti sull’Outlook 2010.

In questo caso Icloud sinronizzava perfettamente tutto sull’iphone e l’ipad del cliente ma sul desktop cpn windows 7 nella versione a 32 bit con Outlook 201 installato la sincronizzazione non avveniva e addirittura il pulsante che permetteva la sincronizzazione manuale presente nella barra di outlook rimaneva disabilitato.

Ho provato a seguire le varie procedure standard:

  • Il supporto sul sito Apple consultabile qui.
  • I relativi knowledge base su Outlook sul Microsoft.
  • L’ottima guida di Slipstick.com per Icloud e Outlook qui

 

La soluzione di Slipstick si è mostrata funzionante fino al riavvio del pc, il problema in questo caso era che nella versione di Outlook il plugin di Icloud era stato volutamente disabilitato in quanto ritenuto pericoloso, ho dovuto forzare l’Outlook a utilizzare il plugin disabilitato dal menù di Gestione dei componenti aggiuntivi di Outlook che nel contempo mi ero accorto aveva disabilitato anche quello del Symantec Endpoint….

 

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Windows 10: I link nei messaggi di Outlook non si aprono.

Winodws 10 porta l’introduzione di Edge come nuovo browser anche se per i fedelissimi di Internet Explorer vi è la possibilità di utilizzarlo ancora come desktop app.

Utilizzandolo come browser predefinito in combinazione con le versioni di Office dal 2007 al 2010 può succedere che i link ipertestuali nei messaggi delle mail non si aprano richiedendo ogni volta la scelta dell’app da utilizzare, questo problema è solo relativo a Internet Explorer 11 per Windows 10 ma non si presenta utilizzando Chrome un altro browser perciò cambiare browser risulta già essere una soluzione.

Se vogliamo continuare ad utilizzare explorer basta aggiungere questa chiave di registro

HKEY_CLASSES_ROOT\htmlfile\shell\opennew\command
Default value: “C:\Program Files\Internet Explorer\IEXPLORE.EXE” %1

Per tutti coloro che vogliano automatizzare la procedura basta scaricare o eseguire questo file da qui.

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Samsung Magician e “Codice Errore 10” su usb pen.

In questi giorni ho avuto l’occasione di trovarmi di fronte ad uno dei più classici errori di windows che apparivano in Gestione Dispositivi ovvero “Codice 10: Impossibile avviare il dispositivo” quando venivano collegate delle chiavette usb o dei dischi sub sulle porte sia 2.0 che 3.0…addirittura se collegata su quelle 3.0 i dispositivi non venivano rilevati.

La stranezza di questo errore era che questa problematica era noto in Windows Xp e 2003 Server come veniva descritto dal relativo Microsoft KB di riferimento consultabile qui,  ho provveduto ad eseguire le classiche procedure per risolvere questo tipo di problema:

  • Rimosso driver “Universal Serial Bus controllers” e riavvio del computer.
  • Update driver dei dispositivi USB 3 e del chipset dal sito del produttore.
  • Lancio di Microsoft Fixit troubleshooter.
  • rimozione delle chiavi di registro (HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Contro l\Class\), sia lowerfilter e upperfilter.

Il computer ha un hard disk Samsung SSD serie EVO 850 installato con il software Samsung Magician alla versione 4.5.1 e con l’ultimo firmware disponibile dal sito Samsung, dopo vari tentativi e analisi nel registro ho disinstallato il software samsung e riavviato il pc e ho finalmente le periferiche di massa usb funzionanti.

Ho successivamente reinstallato la versione 4.9.7 e riavviato il computer, ho verificato che il problema non si presentasse con questa release del software Samsung.

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